domenica 3 agosto 2008

La quantistica

di: Oscar Bettelli

La matematica è invenzione o scoperta? Descrivere un algoritmo dal punto di vista matematico non implica necessariamente l'implementabilità reale dell'algoritmo su un calcolatore. Matematicamente se ne definisce semplicemente l'esistenza. Il matematico non si preoccupa di sapere se gli algoritmi che definisce possano avere un qualche aspetto pratico.

Persino nei problemi in cui è chiaro che esistono algoritmi risolutori ed anche il modo per costruirli, possono richiedersi molta ingegnosità e duro lavoro per sviluppare tali algoritmi in qualcosa di utilizzabile. Fra i problemi matematici che hanno natura algoritmica, ci sono alcune classi di problemi che sono intrinsecamente molto più difficili da risolvere algoritmicamente di altre. La teoria che si occupa di problemi di questo tipo si chiama teoria della complessità.

Un parametro importante di classificazione degli algoritmi è il tempo necessario per l'esecuzione, correlato al numero di cicli che una macchina deve eseguire. Un secondo parametro consiste nella dimensione del problema: n.

Una prima classe è caratterizzata da un tempo polinominale di esecuzione (proporzionale a potenze di n ): classe P. Esiste una categoria importante di classi di problemi risolvibili algoritmicamente caratterizzati dal fatto che la soluzione può essere controllata in un tempo polinomiale : classe NP. I problemi NP si presentano in molti contesti, sia all'interno della matematica sia nel mondo pratico, per esempio:

- il problema dell'orario delle lezioni.
- il problema del circuito di Hamilton
- il problema del commesso viaggiatore

In generale i problemi che sono in P sono considerati trattabili, mentre i problemi che sono in NP e non sono in P sono considerati intrattabili, ossia pur essendo risolubili in linea di principio non sono solubili in pratica.

Ulteriori considerazioni riguardo al rapporto che esiste tra il mondo teorico ed il mondo pratico ci vengono suggerite dalla teoria quantistica della materia. Nella fisica classica esiste, in accordo con senso comune, un mondo obiettivo "esterno". Tale mondo si evolve in modo chiaro e deterministico, ed è governato da equazioni matematiche ben precise. Questo vale per le teorie di Maxwell e di Einstein come per l'originario sistema newtoniano. Si ritiene che la realtà fisica esista indipendentemente da noi, e come sia esattamente il mondo fisico non dipende dal nostro criterio di osservazione. Inoltre, il nostro corpo e il nostro cervello fanno parte anch'essi di tale mondo. Il nostro corpo e il nostro cervello si evolverebbero secondo le stesse equazioni classiche precise e deterministiche. Tutte le nostre azioni potrebbero essere fissate da queste equazioni, per quanto noi possiamo pensare che il nostro comportamento sia influenzato dalla nostra volontà cosciente.

Un tale quadro sembra costituire lo sfondo delle argomentazioni filosofiche più serie sulla natura della realtà, delle nostre percezioni coscienti e del nostro (apparente?) libero arbitrio. Qualcuno potrebbe avere lo sgradevole convincimento che in tutto questo dovrebbe svolgere un ruolo anche la teoria quantistica: quel sistema fondamentale ma sconvolgente sorto, nei primi decenni del nostro secolo, da osservazioni di sottili discrepanze fra il comportamento reale del mondo e le descrizioni della fisica classica. A molti l'espressione "teoria quantistica" evoca semplicemente la vaga idea di un principio di indeterminazione che a livello di particelle, atomi e molecole, proibisce la precisione nelle nostre descrizioni e fornisce semplicemente un comportamento probabilistico. In realtà le descrizioni quantistiche sono molto precise, anche se radicalmente diverse da quelle della fisica classica. Nonostante la diffusione di un'opinione contraria, le probabilità non hanno origine al livello delle particelle, degli atomi o delle molecole - che si evolvono in modo deterministico - bensì, a quanto pare, attraverso una qualche misteriosa azione su scala maggiore connessa con l'emergere di un mondo classico che noi possiamo percepire in modo cosciente. Non è un inutile sforzo tentare di capire in che modo la teoria quantistica ci costringa a modificare la nostra concezione della realtà fisica.

Si tende a pensare che le discrepanze fra teoria quantistica e teoria classica siano molto piccole, ma in realtà esse sono alla base di molti fenomeni fisici su scala ordinaria. L'esistenza stessa dei corpi solidi, la resistenza e le proprietà fisiche di materiali, la natura della chimica, i colori delle sostanze, i fenomeni di congelamento e dell'ebollizione, il grado di precisione della trasmissione ereditaria: queste e molte altre proprietà familiari possono essere spiegate solo con l'aiuto della teoria quantistica. Esistono interpretazioni differenti dei principi della teoria quantistica, che portano alle stesse osservazioni fisiche. Alcuni sostengono che non esiste una "realtà" esterna. La realtà emergerebbe alla nostra coscienza solo in relazione ai risultati di "misurazioni". Altri sostengono che la realtà fisica obiettiva è descritta dallo "stato quantico". Esiste un rapporto molto strano tra l'evoluzione temporale dello stato quantico e il comportamento reale del mondo fisico che si può osservare: ogni volta che eseguiamo una "misurazione" dobbiamo scartare lo stato quantico (che abbiamo laboriosamente sviluppato) e usarlo solamente per calcolare varie probabilità che lo stato "salti" all'uno o all'altro di un insieme di "nuovi" stati possibili che automaticamente si generano. L'osservatore viene direttamente chiamato in causa, con i suoi strumenti di misura, nel determinare l'evoluzione del sistema.

Alcune strane conseguenze di questo "salto" dello stato quantico sono le seguenti:

- una misurazione in un determinato luogo può causare (istantaneamente) il verificarsi di un salto in una regione (infinitamente) lontana (una correlazione che viaggia più veloce della luce!).

- Se un oggetto può percorrere separatamente due vie alternative, si comporta come se le percorresse entrambe contemporaneamente, a volte con l'effetto di annullarle entrambe(interferenza).

- Una particella può apparire (come se fosse presente) simultaneamente in due luoghi diversi.

- Le particelle non hanno descrizioni individuali, ma devono essere considerate tutte assieme.

- Diverse particelle dello stesso tipo non possono avere identità separate l'una dall'altra.

- La quantità della rotazione (spin) di una particella è sempre la stessa per il particolare tipo di particella, la direzione dell'asse di rotazione può variare ma solo per valori interi o seminteri.

- Ogni particella ha contemporaneamente una natura corpuscolare e una natura ondulatoria.

- In un fascio di particelle (per esempio fotoni) ognuna di esse sa, ad ogni istante, che cosa stanno facendo le altre e si comporta di conseguenza.

- Il fenomeno dell'interferenza non è soggetto a limiti spaziali né a limiti temporali.

RETI NEURONALI: PERCEPTRON

di: Oscar Bettelli
Esiste una classe di reti neurali nota come perceptron, anche se forse è meglio parlare di nodo di tipo perceptron. Tale nodo fu inventato dallo psicologo Rosenblatt verso la fine degli anni '50 e rappresenta il suo tentativo di illustrare alcune delle proprietà fondamentali dei sistemi intelligenti in generale, senza andare particolarmente a fondo relativamente alle speciali (e fondamentalmente sconosciute) condizioni reali di organismi biologici particolari.

La rete di Rosemblatt, il "photoperceptron", doveva essere in grado di classificare pattern in ingresso distinti, simulando quello che avviene nella retina dell'occhio. Si trattava quindi di un problema di separabilità: il risultato che ottenne si può riassumere dicendo che è possibile costruire un perceptron che distingue con successo tra differenti classi di patterns in ingresso, anche se bisogna dire che debbono essere soddisfatte certe condizioni di base.

Il perceptron

Il perceptron è un dispositivo che apprende. Inizialmente incapace di distinguere alcunché, dopo un adatto tempo di apprendimento diviene in grado di distinguere le classi di appartenenza dei patterns in ingresso. Il lavoro di Rosemblatt ha portato alla dimostrazione di un importante risultato, noto come "Teorema della convergenza del perceptron", che è dimostrato per un perceptron con una sola unità di output, che apprende a classificare patterns di due distinte classi. Esso afferma che, se una classificazione può essere appresa da un perceptron, allora la procedura di addestramento della rete garantisce che il processo di apprendimento termina in un numero finito di cicli di apprendimento.

Il perceptron

Elemento costitutivo di una rete tipo perceptron è il PE (processing element), che non è altro che un neurodo con le seguenti caratteristiche:

- gli ingressi sono binari (0 o 1)
- i pesi sono tutti nell'intervallo [0,1] e tali che la loro somma dà 1 (sono normalizzati a 1)
- il net è la somma pesata degli ingressi
- la funzione di attivazione è la funzione identica
- la funzione di uscita è il gradino binario centrato in una soglia s:
Xi = 1 se ai >=s
Xi = 0 se ai

L'intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza

Fonte: www.echplanet.com
Entanglement
Un quadro completo e aggiornato sul meccanismo fisico della Non-Località (Entanglement), per come può essere osservato nel mondo delle particelle elementari, nel mondo biologico e nella mente umana.

Partendo dalle basi quantistiche della Non-Località, nelle sue applicazioni più affascinanti, come il teletrasporto o la presentazione dell'universo come un immenso ologramma, passando attraverso la dimensione biologica dell'entanglement, che permette al DNA di costruire e di replicare interi organismi, si arriva a modelli di entanglement a livello cerebrale, in grado di spiegare l'esistere della coscienza e le sue relazioni con il mondo esterno, incluse le capacità telepatiche che consentono la connessione istantanea con altre “intelligenze” in qualunque parte dell'universo.

E ancora fenomeni come la telepatia, la precognizione, la visione remota e la psicocinesi, che rendono ancora più evidente l'importanza dell’entanglement per la costruzione di una nuova fisica, in grado di integrare materia e coscienza.

venerdì 11 luglio 2008

Medicina Tradizionale Cinese

TUI NA
Tecniche del massaggio tradizionale cinese

Uso della guasha nella stasi di qi e xue

Cupping massage
Uso delle coppette nel trattamento del dolore alla schiena

lunedì 7 luglio 2008

13 Lune

13 Lune

SINCRONARIO GALATTICO



Seminario di I LIVELLO
Il tempo non è denaro... il tempo è arte

Vi piacerebbe imparare l'antico sistema di computo del Tempo delle popolazioni Maya?

Misurare il tempo per il popolo Maya voleva dire alzare gli occhi al cielo per osservare le fasi lunari, i movimenti delle stelle e dei pianeti, gli equinozi, le eclissi. I fenomeni naturali, la loro registrazione ed elaborazione, permisero loro di mettere a punto "Tzolkin" il calendario sacro, tutt'oggi il sistema più accurato ed omnicomprensivo mai realizzato, e che è conosciuto come "Calendario delle 13 lune". Questo modo di misurare il tempo integra i cicli della terra con quelli della luna e del sole, in modo armonioso.
Vi sono due diversi cicli lunari: il sinodico che intercorre tra una luna piena e l'altra, ed il siderale che misura il tempo impiegato dalla luna a ritornare nello stesso punto nel cielo. Il numero intero medio fra questi due cicli è 28. 28 giorni è la durata media del ciclo mestruale femminile, del bioritmo fisico e delle maree. 28 ha perciò assunto un significato simbolico di numero lunare, e corrisponde all'aspetto femminile del tempo.

Dividendo l'anno solare per il ciclo di 28 giorni si ottengono 13 lune, più un giorno "fuori dal tempo" che si celebra nell'ultimo giorno dell'anno Maya, e che corrisponde al 25 luglio del calendario Gregoriano. Questa giornata fuori dal tempo, è diventata simbolo di revisione di quanto è stato fatto, di completamento e perdono, di celebrazione della vita e dell'esistenza ed è divenuto festività civile in diverse nazioni come il Brasile ed il Giappone.
Il calendario delle 13 lune dei Maya, è un metodo semplice e naturale che sincronizza terra sole e luna, e si distingue per la sua facilità e naturalezza da quello Gregoriano formato da mesi irregolari e diseguali. Usare, come stiamo facendo, un calendario artificiale e diseguale, irregolare ed irrazionale, ha prodotto un modo di vivere altrettanto irregolare, artificiale ed irrazionale.
Questo si riflette nei nostri automatismi, nella mancanza di attenzione e di amore per l'ambiente, e in una cultura meccanicistica e tecnologica che sta sfociando in una crisi globale. O cambiamo il nostro comportamente a livello di specie umana, o continuamo a fare danno, e rischiamo l'estinzione. Il calendario delle13 lune corregge questa deviazione dalla natura e e si misura in modo armonioso e regolare con i cicli del tempo.

Liberamente tratto da "Manuale di uso e manutenzione del Sincronario Galattico"

sabato 5 luglio 2008

SCUOLA DI SCIENZE QUANTISTICHE

" Puoi avere tutto quello che vuoi nella vita, se solo aiuterai altre persone a ottenere ciò che vogliono ! "

Relatore: Dott. Gaetano Conforto
Sede: Centro Studi Educare alla Salute
Via Della Repubblica, 75 - 50053 EMPOLI -Orario lezioni seminariali: h. 9 - 18
intervallo: h.11-11.30 - pausa pranzo: h.13 - 14

Quota di partecipazione per unità didattica : Euro 300
Quota di partecipazione programma didattico teorico-pratico I ANNO: 7 unità didattiche
Iscrizione entro il 30 settembre = Euro 1.050

PROGRAMMA

2008

24-25 ottobre
Il potere dell' intenzione
14-15 Novembre
Scienze Quantistiche e libertà di coscienza
5-6 Dicembre
Trasformazione Quantistic

2009

16-17 Gennaio
Guarigione quantistica

20-21 Febbraio
Terapia Quantistica emozionale

20-21 Marzo
Destino sincronico

17-18 Aprile
Successo economico