Visualizzazione post con etichetta apprendimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta apprendimento. Mostra tutti i post

giovedì 28 giugno 2012

Zhineg Qi Gong: intenzione in movimento

Alcuni agopunti importanti nella pratica del Zhineng Qigong

(Articolo tratto da http://cinaedintorni.wordpress.com/2012/01/)





GV20/Baihui. All’apice della testa, questo punto si può considerare in relazione alla ghiandola pineale, responsa...bile del controllo della crescita e della regolazione della funzione endocrina surrenalica, gonadica e tiroidea. Il punto è in relazione anche con l’equilibrio. La concentrazione su questo punto fa salire il Qi del corpo verso l’alto.

Yuzhen. Yuzhen o “Cuscino di Giada”, è localizzato tra la I vertebra cervicale e la base del cranio, nella fossetta tra i due fasci muscolari cervicali. Stimolare questo punto porta a una stimolazione del cervello, a maggiore chiarezza mentale, al miglioramento della concentrazione e della memoria, oltre che delle funzioni visive e olfattive.

Yintang. Corrisponde al “terzo occhio”, si trova tra le due sopracciglia. Punto di accesso al Dantian superiore, che si trova nella zona di congiunzione tra Yintang, Baihui e la fossetta occipitale posteriore. La sua apertura nelle pratiche di Qigong può portare a percezioni extrasensoriali.

ST13/Qihu. Al petto, sotto il punto medio del bordo inferiore della scapola, sulla verticale del capezzolo. Il nome, “Porta del Qi”, indica che il punto è come una porta per il Qi, soprattutto del Polmone e dello Stomaco. Rifornire di Qi questo punto permette di combattere le malattie respiratorie come dispnea, tosse, sensazione di pienezza al petto, mal di gola, e disturbi come singhiozzo e difficoltà di deglutizione.

SP21/Dabao. Sulla parte laterale del torace, sulla linea ascellare media, nel VI (il quart’ultimo) spazio intercostale; 6 cun sotto l’ascella, a metà strada tra l’ascella e l’estremità libera dell’XI costola sulla linea ascellare media. Il nome significa “Grande Contenitore”, “Grande Involucro”, e si riferisce al fatto che da questo punto parte una serie di piccoli vasi energetici collaterali che avvolgono come un involucro tutto il corpo. Inoltre, al centro tra i due SP21/Dabao e il punto CV17/Tanzong (“Centro del Petto”), tra i due capezzoli, è localizzato il Dantian mediano, in relazione al petto e all’Uomo, centro tra il Cielo e la Terra.

GV4/Mingmen. Questo punto, localizzato tra la II e la III vertebra lombare, rappresenta l’accesso alla “Porta della Vita”, o “Porta del Destino”. E’ un punto strettamente correlato ai Reni, e l’area che comprende il punto, i Reni e la zona circostante costituiscono la zona dove è conservato lo Yang del corpo e l’energia sessuale. Lo stile di vita moderno e le posture scorrette tendono a indebolire gradualmente questo punto. L’indebolimento dell’energia del Rene provoca molti disturbi, come lombalgia, disturbi dell’equilibrio, certe forme di depressione, facili paure.

Duqi. L’ombelico, è il centro di conservazione e accumulo dell’energia interna. Punto di accesso al Dantian inferiore, che si trova tra questo punto e GV4/Mingmen, sulla verticale del punto centrale del perineo.

KI1/Yongquan. Il nome significa “Fontana Gorgogliante”, e si trova nel punto più incavato della pianta del piede. A questo livello il Qi del canale del Rene fluisce verso l’alto come se provenisse da una fonte gorgogliante. Il punto capta il Qi della Terra

lunedì 17 maggio 2010

APPRENDIMENTO E CONDIZIONAMENTO

Ai bambini viene spesso detto che certe forme di comportamento sono « cattive », « indecenti », o « dannose », senza spiegarne la ragione.
Questo fatto genera spesso risposte negative, che potranno condizionarsi al punto da ricomparire per tutta la vita.
Considerate il caso di una madre con un eccessivo senso di protezione nei confronti del figlio che desideri porgli certe limitazioni di comportamento.
Potrà avergli insegnato che è « male » allontanarsi dal cortile, che è « indecente » mostrare interesse per le funzioni corporali, che è « peccato » esprimere un forte desiderio e che è « dannoso » bere caffè.
Se tale condizionamento avverrà con una certa intensità cagionerà nel bambino, anche nella vita futura, sensazioni di ansia e di colpa ogni qualvolta si esporrà a stimoli simili.
Divenuto adulto, potrà provare un senso di colpa se deve allontanarsi da casa per fare un viaggio, sentirsi a disagio in situazioni che riguardano l'igiene personale, sentirsi colpevole ogni qualvolta acquisterà un oggetto di lusso e soffrire di insonnia dopo aver bevuto una tazza di caffè.
Le nostre percezioni sono influenzate dagli insegnamenti ricevuti e dalle esperienze fatte nel corso della nostra vita. Esse a loro volta, influiscono sul modo in cui i nostri processi mentali si adattano all'ambiente.
Quando le nostre situazioni ambientali suscitano risposte più negative che positive, diventiamo insoddisfatti della vita.
Questa scontentezza potrà manifestarsi in forme fisiche o emotive o in entrambe in diversa misura.
La nostra « adattabilità » è scarsa.
Dobbiamo cercare dei mezzi per accrescere la frequenza e l'intensità delle nostre soddisfazioni, le nostre risposte positive.
Esistono tre diversi modi per ottenere questo.
  • Cambiare il nostro ambiente, una soluzione che può essere o meno possibile o pratica, o essendolo, non costituire il rimedio idoneo.
  • Tentare di aumentare la nostra adattabilità.
  • Provare ad alterare le nostre percezioni.

Modificare il nostro schema di credenze è possibile attraverso un lavoro di de-programmazione e riprogrammazione, l'unica difficoltà è volerlo veramente e permettersi di sperimentare un altro modo di essere nel mondo.

giovedì 13 maggio 2010

INTUIZIONE: QUANDO IL LOBO FRONTALE SI ACCENDE


Uno studio pubblicato sulla rivista Neuron ha dimostrato che i neuroni associati alla risoluzione dei problemi cambiano improvvisamente quando si ha la comprensione della strategia da seguire.
L'abilita' degli animali e degli uomini di abbandonare vecchie strategie di comportamento in favore di nuove piu' vantaggiose dipende dal lobo frontale.
Lo studio ha esaminato come i i gruppi di neuroni nel lobo frontale delle cavie passano da una regola conosciuta a una completamente nuova attraverso tentativi ed errori.
Usando tecniche statistiche per studiare gli insiemi di neuroni durante il processo di apprendimento dei topi, i ricercatori hanno scoperto che e' sempre lo stesso pacchetto di cellule cerebrali che passa dalla vecchia alla nuova regola.
Anche se sono necessari diversi tentativi per apprendere la nuova strategia, l'intuizione viene codificata non con un cambiamento graduale dei segnali dei neuroni, ma con una transizione improvvisa che corrisponde al cambiamento di comportamento subito dopo che l'idea ha illuminato il cervello.
Ecco osservabile a livello celebrale uno shift quantistico
Consigliamo per approfondimenti:

sabato 10 gennaio 2009

Il Pilota automatico del cervello

di: Johann Rossi Mason
Se facciamo un calcolo aritmetico il cervello non ha bisogno di ripassare le tabelline, quando guidiamo la macchina non dobbiamo pensare ogni volta a cambiare la marcia o ad usare un pedale, compiamo infatti molte azioni in maniera automatica, per risparmiare risorse ed energie mentali.
Quella del ‘pilota automatico’ è infatti una peculiarità del cervello, che costruisce un repertorio di risposte ai problemi che già conosce, quelli che incontra con maggiore frequenza, per risparmiare tempo e fatica.
Dal punto di vista anatomico nuovi studi dimostrano che la corteccia è in grado di rispondere in modo appropriato e automatico a stimoli successivi a compiti ripetitivi.
Pubblicato da Nature, lo studio di Ian Dobbins della Duke University (insieme a David Schnyer e Mieke Verfaellie della Boston University School of Medicine e Daniel Scacter della Harvard University) ha cercato di distinguere tra due differenti teorie di come la corteccia cerebrale risponda a questi stimoli.
Entrambe le teorie cercano di comprendere come si verifica il fenomeno della ripetizione: infatti quando alle persone viene chiesto di fare una classificazione, la performance migliora tante più volte viene ripetuto il compito.
Applicando particolari tecniche di visualizzazione del cervello (la Risonanza Magnetica Funzionale, FMRi) si è evidenziato che durante questi compiti il cervello mostra una attività ridotta, chiamata ‘neural priming’, ossia ‘innesco neuronale’ un meccanismo che consente di migliorare la performance quando il compito viene appreso.
La teoria più popolare sul ‘neural priming’ sostiene che la riduzione dell’attività corticale sia dovuta ad una sintonizzazione da parte della corteccia dell’informazione sugli ‘oggetti’ coinvolti nel compito e più ne conosce la funzione più tende ad utilizzare solo le informazione necessarie a svolgere il compiti, tenendo da parte i dettagli.
La novità evidenziata dagli scienziati della Duke è che questo si verifica anche in soggetti colpiti da amnesia.
Ciò indicherebbe che esistono sistemi separati, stagni, di memoria che funzionano in modo indipendente e che quindi, se una parte della memoria continua a funzionare, altri ‘settori’ possono rimanere efficienti.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
Duke University

venerdì 19 dicembre 2008

Memorie neurali

di: Enrico Loi
Registrando simultaneamente l'attività di centinaia di neuroni nei topi vivi, alcuni ricercatori hanno identificato gli ammassi di cellule cerebrali che agiscono insieme per formare e immagazzinare i ricordi.
Tipicamente l'attività cerebrale viene misurata in uno o in pochi neuroni alla volta.
Ma poiché i comportamenti complessi, come l'apprendimento e la memoria, dipendono dall'azione di grandi insiemi di neuroni, è necessario determinare come queste cellule lavorano insieme per consentire la formazione di ricordi.
I ricercatori della Princeton University hanno registrato simultaneamente l'attività elettrica di gruppi di fino a 260 neuroni singoli dell'ippocampo del topo, la struttura cerebrale responsabile per la formazione dei ricordi di luoghi ed eventi.
I ricercatori hanno registrato quest'attività in risposta a tre differenti tipi di condizioni di allarme.
Gli autori hanno scoperto che ogni stimolo produceva schemi di attività cerebrale differenti e hanno identificato le unità di codifica di base nell'ippocampo, ovvero i gruppi di neuroni che rispondono ai diversi stimoli.
Questi gruppi forniscono una base neurale plausibile e in tempo reale della formazione dei ricordi.
Inoltre, gli schemi di attivazione dei gruppi di neuroni possono generare un set di codici cerebrali che, proprio come il codice genetico, sembra essere universale e comune a differenti individui e diverse specie.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:

giovedì 25 settembre 2008

Sonno e apprendimento

di: Enrico Loi
Il nostro cervello è dotato di un'area che controlla l'apprendimento. Il sonno favorirebbe quest'area conferendo alle persone un miglioramento della capacità di apprendimento. Questo è quanto suggerisce un nuovo studio svolto da ricercatori dell'Università Wisconsin-Madison. In pratica, dormire non costituisce solamente una modalità di “standby”, bensì un rafforzamento neurologico che consente di assimilare informazioni “fresche” con un conseguente consolidamento di nuove abilità. La scoperta è stata fatta dopo aver monitorato il cervello di alcune persone prese in considerazione per la ricerca. Esse sono state sottoposte a misurazioni dei segnali elettrici cerebrali dopo essersi cimentate con un gioco elettronico prima di coricarsi. I risultati hanno mostrato che i soggetti che si erano cimentati bene nel gioco esibivano un incremento dell'attività di un'area del cervello, situata nella zona superiore dell'emisfero destro. Lo stimolo non era il medesimo nelle persone che non avevano giocato, l'area di costoro mostrava un'attività del tutto normale. Secondo gli autori della ricerca il sonno rappresenta un valido metodo fisiologico per migliorare i meccanismi di determinate strutture cerebrali. Tali mutamenti conferirebbero alle persone un concreto miglioramento delle prestazioni. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dal periodico “Nature”.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
University of Wisconsin-Madison