lunedì 31 maggio 2010

MANTENERSI IN FORMA FISICA E MENTALE PEDALANDO

ANDARE IN BICICLETTA permette di migliorare tonificandola la muscolatura di tutto il corpo.
Spesso si crede che andando in bici a lavorare siano solo i muscoli delle gambe, in realtà, lavorano anche addominali, deltoide, trapezio, gran dorsale, gran pettorale,tricipite, bicipite, estensori del polso e delle dita.
Chiaramente lavorano molto cosce, polpacci e glutei ma, anche i muscoli di braccia e schiena sono coinvolti.
Fondamentale, infatti, è regolare la sella in modo che la gamba sia quasi tesa e il tallone poggi sul pedale.
Il manubrio deve essere fissato o utilizzato tenendo la colonna vertebrale in posizione di scarico, come se si stesse camminando a quattro zampe, ossia, leggermente piegati in avanti.
Nelle articolazioni sono protette le cartilagini grazie al movimento rotatorio di quest’attività e si evitano il sovraccarico del peso su ginocchia e colonna che si ha nella corsa.
Inoltre, la bici è ideale per bruciare i grassi essendo un’attività aerobica regolare e a bassa intensità, aiuta a controllare la glicemia, colesterolo e trigliceridi.
Si ha un consumo energetico pari o superiore al nuoto e svolta regolarmente tale attività abitua l’organismo a bruciare i grassi risparmiando gli zuccheri, ciò non solo fa perdere peso ma, rimodella il corpo in modo duraturo e funzionale.
Il ciclismo inoltre, aiuta l’apparato cardiocircolatorio aumentando in modo armonico e lieve le dimensioni del cuore, aiutando a far diminuire la pressione arteriosa soprattutto della minima.
Inoltre, migliora l’umore come accade per tutti gli sport grazie al rilascio di endorfine.
La cyclette ha gli stessi effetti protettivi a livello cardiovascolare e le gambe lavorano allo stesso modo, tuttavia, lo sforzo e il consumo calorico sono differenti mancando l’attrito con l’aria.
Lo spinning sovraccaricando ginocchia e colonna, poiché praticato in piedi, non è adatto a tutti.
Buona regola : mangiare 2 o 3 ore prima di andare in bici e bere ogni 15 o 20 minuti circa un bicchiere d'acqua per reintegrare i liquidi e i sali minerali.

lunedì 24 maggio 2010

REGOLE IGIENICHE PER LA SALUTE

La popolazione cinese ricorre - o almeno così accadeva in passato - alle cure mediche solo quando falliscono i rimedi casalinghi, intesi come pratiche igieniche quotidiane. L'incoraggiamento a questo comportamento viene dai medici stessi.
Sun Simiao (582-682) nel suo "Importanti ricette dai mille pezzi d'oro" (Qianjin yao fang) ha scritto:
"Il medico deve conoscere a fondo la causa delle malattie. Sulla base di questa conoscenza, assegna una prima cura che è di ordine dietetico e, solo se questa risulta inefficace, prescrive le medicine".
Nel Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo (Huangdi Nei jing Lingshu Suwen), testo di epoca Han (500 a. C.) si legge:
"I medici saggi non trattano le persone già ammalate, ma istruiscono quelle sane su cosa fare per non ammalarsi. Somministrare medicine per curare malattie già conclamate è comparabile al comportamento di coloro che si mettono a scavare un pozzo dopo che gli è venuta sete o a quello di coloro che forgiano le armi quando la guerra è già stata dichiarata. Non è un pò tardi?".

Confuciani e Taoisti hanno, in modo diverso, contribuito allo sviluppo dell'igiene e della medicina preventiva in Cina; gli uni e gli altri, infatti, hanno dato grande importanza alla conservazione della salute.
Ecco uno degli insegnamenti di Confucio:
"Non devi recare danno al tuo corpo, neanche ai capelli o alla pelle, perché li hai ricevuti in dono da tuo padre e da tua madre".
Il rispetto per il corpo viene tuttora considerato un dovere filiale, per cui qualunque danno venga arrecato, deliberatamente o per mancanza di attenzione, è considerato un atto grave e non scusabile.

Dal canto loro, i Taoisti, filosofi della natura, enfatizzarono l'importanza di conoscere e di imitare l'ordine naturale; l'armonizzazione tra l'uomo e l'universo, essi sostenevano, è il segreto per vivere sani e godere di una lunga vita.
Per raggiungere questo fine, il taoista si assoggettava a pratiche quotidiane, utilizzando tecniche respiratorie e ginniche, elioterapiche, sessuali, dietetiche, farmaceutiche e alchemiche, considerate capaci di preservare e accrescere l'energia vitale all'interno dell’essere umano.
Arrivarono a preparare elisir di lunga vita, ricorrendo a sostanze minerali (mercurio, oro, piombo), e ad assumere rimedi medicinali (ginseng, corna di cervo giovane) e tessuti animali (organi genitali e cervello di animali per terapie d’organo, urine di bambini ad alto contenuto di ormoni).

Da queste procedure, talora anche ingenue o addirittura pericolose, nel tempo derivò:
  • lo sviluppo di una migliore conoscenza delle droghe naturali;
  • l'evoluzione delle tecniche respiratorie e della ginnastica energetica - nota oggi con il nome di qigong;
  • le arti marziali ;
  • il massaggio;
  • la strutturazione della dietetica preventiva e terapeutica;
  • sviluppo della medicina stessa.


Un altro importante fattore nella genesi di questa cultura della conservazione della salute fu l'interesse nutrito dagli antichi Imperatori (dinastia Zhou, 722 - a.C.) per il benessere della popolazione.

L'Imperatore veniva allora considerato anche per la sua funzione di intermediario tra il volere del Cielo e la popolazione; se la gente godeva di buona salute, le messi erano abbondanti e regnava la pace, tutto ciò veniva interpretato come segno di gradimento, da parte del Cielo, dell'operato dell'Imperatore.

Lo stato di salute del paese aveva importanti implicazioni sulla stabilità e la legittimazione delle dinastie; questo portò alla creazione di dipartimenti di salute pubblica, alla fondazione di scuole mediche, con regolamentazione degli esami e allo sviluppo di assistenza governativa ai disabili.

lunedì 17 maggio 2010

APPRENDIMENTO E CONDIZIONAMENTO

Ai bambini viene spesso detto che certe forme di comportamento sono « cattive », « indecenti », o « dannose », senza spiegarne la ragione.
Questo fatto genera spesso risposte negative, che potranno condizionarsi al punto da ricomparire per tutta la vita.
Considerate il caso di una madre con un eccessivo senso di protezione nei confronti del figlio che desideri porgli certe limitazioni di comportamento.
Potrà avergli insegnato che è « male » allontanarsi dal cortile, che è « indecente » mostrare interesse per le funzioni corporali, che è « peccato » esprimere un forte desiderio e che è « dannoso » bere caffè.
Se tale condizionamento avverrà con una certa intensità cagionerà nel bambino, anche nella vita futura, sensazioni di ansia e di colpa ogni qualvolta si esporrà a stimoli simili.
Divenuto adulto, potrà provare un senso di colpa se deve allontanarsi da casa per fare un viaggio, sentirsi a disagio in situazioni che riguardano l'igiene personale, sentirsi colpevole ogni qualvolta acquisterà un oggetto di lusso e soffrire di insonnia dopo aver bevuto una tazza di caffè.
Le nostre percezioni sono influenzate dagli insegnamenti ricevuti e dalle esperienze fatte nel corso della nostra vita. Esse a loro volta, influiscono sul modo in cui i nostri processi mentali si adattano all'ambiente.
Quando le nostre situazioni ambientali suscitano risposte più negative che positive, diventiamo insoddisfatti della vita.
Questa scontentezza potrà manifestarsi in forme fisiche o emotive o in entrambe in diversa misura.
La nostra « adattabilità » è scarsa.
Dobbiamo cercare dei mezzi per accrescere la frequenza e l'intensità delle nostre soddisfazioni, le nostre risposte positive.
Esistono tre diversi modi per ottenere questo.
  • Cambiare il nostro ambiente, una soluzione che può essere o meno possibile o pratica, o essendolo, non costituire il rimedio idoneo.
  • Tentare di aumentare la nostra adattabilità.
  • Provare ad alterare le nostre percezioni.

Modificare il nostro schema di credenze è possibile attraverso un lavoro di de-programmazione e riprogrammazione, l'unica difficoltà è volerlo veramente e permettersi di sperimentare un altro modo di essere nel mondo.

domenica 16 maggio 2010

giovedì 13 maggio 2010

INTUIZIONE: QUANDO IL LOBO FRONTALE SI ACCENDE


Uno studio pubblicato sulla rivista Neuron ha dimostrato che i neuroni associati alla risoluzione dei problemi cambiano improvvisamente quando si ha la comprensione della strategia da seguire.
L'abilita' degli animali e degli uomini di abbandonare vecchie strategie di comportamento in favore di nuove piu' vantaggiose dipende dal lobo frontale.
Lo studio ha esaminato come i i gruppi di neuroni nel lobo frontale delle cavie passano da una regola conosciuta a una completamente nuova attraverso tentativi ed errori.
Usando tecniche statistiche per studiare gli insiemi di neuroni durante il processo di apprendimento dei topi, i ricercatori hanno scoperto che e' sempre lo stesso pacchetto di cellule cerebrali che passa dalla vecchia alla nuova regola.
Anche se sono necessari diversi tentativi per apprendere la nuova strategia, l'intuizione viene codificata non con un cambiamento graduale dei segnali dei neuroni, ma con una transizione improvvisa che corrisponde al cambiamento di comportamento subito dopo che l'idea ha illuminato il cervello.
Ecco osservabile a livello celebrale uno shift quantistico
Consigliamo per approfondimenti:

mercoledì 5 maggio 2010

TECNICHE PER LA SALUTE DEL CORPO E DELLA MENTE: QI GONG TERAPEUTICO

Le tre regolazioni di corpo, mente e respiro
La regolazione della Mente-Cuore/Tiao Xin


Regolare il Cuore significa regolare la mente, per "pervenire allo stato di tranquillità"/rujing; solo quando l'energia del Cuore è attivata la mente diventa silenziosa e si può entrare nello stato di calma; accade uno spostamento dallo 'spazio del pensare' a quello del 'sentire'.
La regolazione della mente-cuore/ tiao xin
Il movimento nel qigong viene dall'interno: è la quiete del Cuore che permette di compiere movimenti armonici – arrotondati e regolari-, e di avere una respirazione lenta, lunga e profonda.
Un modo di dire cinese, assai efficace, si esprime così: "uno stato di calma equivale ai cento movimenti";'i cento movimenti' sono quelli dell'energia, che presiede alle attività funzionali e di trasformazione che avvengono all’interno del corpo e ai movimenti della forma fisica.
In vario modo, Taoismo, Buddhismo e Confucianesimo hanno evidenziato l'importanza della pratica della 'Regolazione del Cuore'.
Nel Taoismo si parla di 'forgiare il Cuore/lian xin'.
Nel Buddhismo si parla di 'rendere il Cuore chiaro, trasparente, pulito/ning xin' e di 'Cuore vuoto/xu xin'.
Nel Confucianesimo si parla di 'Cuore vero, corretto/zhen xi, e di 'Cuore che si vede/jian xi' 1. Si deve 'vedere' il Cuore in ogni azione o manifestazione esterna di una persona.
Il Cuore di ogni uomo deve essere in armonia sia all’interno che all’esterno.

La regolazione del Cuore conduce questo organo, che è la dimora della mente e dello spirito allo stato di centratura e di calma.
Se l'inquietudine della mente si estingue, lo spirito può esistere; al contrario, se la mente è presente (con pensieri ed emozioni), lo spirito non può esistere.
Se il Cuore è saldo e fermo, lo spirito può raccogliersi; se il Cuore è instabile, lo spirito non può raccogliersi. E se lo spirito è concentrato, anche l’energia è coesa e scorre nei meridiani senza disperdersi.
Per riassumere nello stato di non-mente il Cuore è calmo, lo spirito si manifesta come presenza consapevole e l'energia fluisce abbondante in tutto il corpo. In questo stato di tranquillità anche l’essenza si preserva.
Quali gli ostacoli da superare per raggiungere lo stato di quiete?
E’ innanzitutto importante estirpare le cosiddette 'sei radici', dette anche 'sei briganti' perché rubano la pace.
Esse causano le cosiddette 'sei polveri'che offuscano la chiarezza dello spirito. Le 'sei radici' sono rappresentate dalla mente (l’attività mentale fatta di pensieri ed emozioni) e dai cinque organi di senso (vista, odorato, udito, gusto e tatto). Attività mentale e organi di senso sono le sei modalità della conoscenza del mondo manifesto.
La medicina cinese paragona la mente non disciplinata al comportamento della scimmia.
Come una scimmia balza instancabilmente da un ramo all'altro, così la mente è sempre agitata e continua a cambiare direzione e idea
La mente è per sua natura intrinseca attività, tensione, confusione; è di fatto un processo inarrestabile di singoli pensieri che si succedono con tale rapidità da non poter distinguere l’intervallo tra l’uno e l’altro. E la mente non è solo pensiero; essa include le emozioni e tutti gli schemi reattivi mente - emozioni, che si riflettono nel corpo, creando anche tensioni viscerali e muscolari, se rimangono a un livello inconsapevole perché represse.
Più ci identifichiamo con il nostro pensiero (preferenze, avversioni, giudizi, valutazioni, desideri, paure, dolore) più forte sarà la sua carica emotiva e le sue conseguenze nocive se il suo contenuto rimane a livello inconscio. Tutto questo affollamento di pensieri, desideri, emozioni crea un sovraccarico di energia, non utilizzabile e perciò dannosa, perché tende ad annodarsi o a disperdersi in mille rivoli.
Questo rumore mentale incessante si intromette tra noi e il nostro essere, tra noi e il prossimo, fra noi e la natura e ci impedisce di trovare lo stato di quiete interiore indispensabile per entrare in contatto con l’Esistenza (Dao, Dio).
Tutto ciò accade perché la mente è divenuta il nostro padrone e prende il suo potere creando l'illusione che noi siamo la mente. Siamo completamente identificati con la nostra mente e incapaci di disciplinarla per usarla, quando serve, come uno strumento.
L'Io-mente (con tutti i suoi desideri, paure, piaceri e dolori, insicurezze e dipendenze) è il nostro falso sé e ci impedisce di entrare in contatto con il vero sé che attende di essere ri-conosciuto dentro di noi come natura vera, la nostra essenza stessa.
Come sottrarsi al dominio della mente? 2
L’inizio della libertà accade nel momento in cui portiamo la nostra consapevolezza verso l’interno e rivolgiamo il centro dell’attenzione al momento presente.
Siamo intensamente e totalmente assorbiti da ciò che sta accadendo proprio ora al nostro interno: si crea così un intervallo senza mente in cui si è altamente vigili e consapevoli ma non si sta pensando.
Quando si verificano questi intervalli si avverte una certa quiete e pace interiori.
Con la pratica il senso di pace e di tranquillità si approfondisce.


Ricondurre l’energia degli organi di senso verso l'interno.
I nostri sensi – vista, udito, odorato, gusto e tatto – sono normalmente utilizzati per mettere la persona in contatto con il mondo esterno.
La luce dei sensi illumina ciò che sta fuori di noi ed è lì che impariamo a cercare ciò che ci serve per soddisfare i bisogni del nostro corpo (cibo, calore, colori, suoni, odori) e della nostra mente (piacere, desideri, sensazioni). Ma la stessa consapevolezza che con il veicolo dei sensi è orientata verso il mondo esterno, può fluire verso l’interno, quando l’energia dei cinque sensi inverte la direzione. Nei testi taoisti vi è l'invito a sperimentare il risultato di questa inversione di direzione dell'energia dei cinque sensi.
Parafrasando questi testi possiamo descrivere questo processo come segue.
Le orecchie e l’udito sono connessi con i Reni. Occorre 'chiudere le orecchie' (non ascoltare): se l'energia dei Reni non è dispersa, essa ritorna al dantian 3.
Gli occhi e la vista dipendono dal Fegato.
Occorre rivolgere lo sguardo verso l'interno (abbassando le palpebre). Se gli occhi, ambasciatori dello spirito non vedono, l'energia del Fegato non è dispersa, ed essa ritorna al dantian.
La bocca e il gusto dipendono dalla Milza. Non prestare attenzione ai sapori e l'energia della Milza ritorna al dantian.
Il naso e l’odorato dipendono dal Polmone. Non prestare attenzione agli odori e l’energia del Polmone ritorna al dantian.
Il senso del tatto dipende dal Cuore/mente che riconosce e organizza gli stimoli sensoriali esterni. Non prestare attenzione alle sensazioni tattili e l’energia del Cuore ritorna al dantian.
Anche la parola appartiene al Cuore.
Non parlare, se non è necessario.
Stare in silenzio equivale a preservare l'energia non disperdendola verso l'esterno con le parole.
Quando, dunque, tutti gli orifizi sensoriali della testa sono 'chiusi' la consapevolezza rimane dentro e l'attenzione si sposta dal mondo materiale al mondo sottile e si attiva un nuovo organo sensoriale, l'occhio celeste' (altrimenti detto 'terzo occhio' o dantian superiore), capace di vedere e sentire l'energia così com'è all'interno del corpo.
Solo rivolgendo la luce della consapevolezza all’interno si può illuminare la 'vera realtà' del 'Cuore vero' e tagliare le 'sei radici'. Quando il Cuore è tornato puro e chiaro è possibile accedere alla vera conoscenza e tagliare le radici di quella falsa.
Come procedere nella pratica?
Trovare il proprio centro di stabilità, rivolgendo l’attenzione su un punto, ad esempio uno dei tre dantian e mantenerla. Potrà accadere che ci siano interferenze, vale a dire che ci venga in mente qualcosa. Il fatto di rendersene conto indica la nostra presenza e quindi la possibilità di ricondurre la consapevolezza al dantian. Quindi non bisogna temere che arrivi un pensiero, ma di non accorgersene..
Quasi inavvertitamente, nel momento stesso in cui la consapevolezza è tutta rivolta verso l'interno e nel presente, accade la regolazione del Cuore, e quella del respiro ne sarà la naturale conseguenza.

Semplici ed efficaci tecniche per conseguire la quiete del Cuore sono le seguenti:
Abbassare le palpebre e rivolgere lo sguardo all’interno, verso 'l'occhio celeste' (dantian superiore)
Appoggiare la lingua al palato superiore, subito dietro gli incisivi
Appoggiare il pollice sul punto PC8/laogong e chiudere le mani a pugno
Visualizzare l'immagine del fiore di loto che sboccia nel Cuore.

Note
1. Esistono cinque 'falsi cuori' (la brama -di ricchezze, fama, potere, piacere ecc.-; il rancore, l'accidia, l'orgoglio, la diffidenza) che danneggiano e offuscano 'il Cuore vero'. Si vive nelle preoccupazioni perché i 'cinque falsi Cuori' occultano il 'Cuore vero' che è il Cuore originario.
2. Se non sarete voi il padrone, vi allontanerete sempre di più da casa. Se invece lo sarete, allora incomincerete il vostro ritorno alla fonte originaria. Se non sarete il padrone, l’energia si allontanerà da voi in direzione delle cose, delle persone, del potere, del prestigio, della fama. L'energia continuerà ad allontanarsi sempre più verso la periferia. Una volta che sarete il padrone, invece, l'energia comincerà il suo cammino di ritorno verso casa. Se siete voi il padrone, la mente vi seguirà come un’ombra. Se non lo siete, dovrete seguire la mente come un’ombra. Mente significa energia che fuoriesce, laddove meditazione significa energia che entra: è la medesima energia, solo la direzione è differente”. Bhagwan Shree Raineesh. 'La ricerca. Conversazioni sui Dieci Tori Zen'
3. I dantian sono centri di trasformazione dell'energia sottile: quello inferiore è localizzato nell'area ombelicale, quello mediano è localizzato a livello del petto e quello superiore è situato nello spazio compreso tra i due sopraccigli.