lunedì 12 luglio 2010

I DIECI PASSI DELLA DIETA DA BAGNASCIUGA

Fonte:http://www.wellnesscucina.com/
1. I “magnifici” 5 pasti da fare in un giorno
E’ fondamentale per il benessere fisico e il fabbisogno calorico giornaliero consumare 5 pasti al giorno, partendo da un’abbondante e ricca colazione fino ad arrivare ad una cena sana e genuina. Tutto ciò garantisce un giusto bilanciamento tra cibo e dispendio energetico.
2. Un po’ di movimento!
Bastano 20 o 30 minuti al giorno di camminata leggera per sentirsi meglio, senza eccedere con sforzi e attività fisica massacrante, soprattutto nelle ore calde del giorno.
3. H2O
Regola fondamentale per tutto l’anno è bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno. In estate è ancora più facile e necessario, viste le alte temperature e il rischio di disidratazione del corpo. Sudando tanto, infatti, il nostro organismo necessita di liquidi: bandite bevande gasate e piene di zuccheri, energy drink o alcolici e bandita l’acqua ghiacciata.
4. Un fruttivendolo a portata di mano
Per non sbagliare in estate basta seguire i colori della natura. Il palato ha bisogno di sensazioni diverse, voglia di freschezza per placare la fame e saziarci nel modo più giusto e nutriente bisogna cucinare alimenti come il pomodoro o il pesto, frutta e verdura. Il tutto sempre all’insegna della leggerezza.
5. Happy cheese
Altro amico della dieta da bagnasciuga è il formaggio: ricco di proteine e vitamine è un “caricabatterie” molto efficace e facilmente digeribile. Inoltre, bastano 70/120 g di latticini al giorno per soddisfare il fabbisogno giornaliero di calcio che il corpo di un adulto richiede.
6. No alle fritture
Per quanto sia l’opzione culinaria più scelta dagli italiani in estate, il piatto di frittura è davvero un pessimo amico per l’organismo. Che sia di pesce o di verdure, che siano dolci o leccornie, il fritto è da bandire perché appesantisce e sovraccarica l’organismo di grassi e crea problemi digestivi. Meglio sostituirlo con un leggero e facile piatto freddo, ugualmente buono e appagante.
7. Sempre in orario
Mantenere i giusti orari per l’alimentazione durante l’estate è fondamentale per non abituare il corpo a pasti e spiluccamenti improvvisati. La fame nervosa, golosa o per noia sono i primi sintomi di una scorretta alimentazione, in cui si sente la necessità di ricorrere a gelati poco sani o leccornie ipercaloriche. Stabilire e mantenere orari prefissati per i 5 pasti giornalieri aiuta a mantenere il metabolismo regolare.
8. Un “peccato” al giorno, toglie il languorino di torno!
Nonostante tutto il piccolo peccato di gola si può concedere. Senza eccedere o approfittare, uno sfizio culinario può appagare corpo e mente e regalare un attimo di benessere: che sia un dolce o un bicchiere di vino, piuttosto che un buon piatto di pasta, piccole distrazioni estive sono concesse.
9. A tempo di “colore”
L’occhio, invece, vuole la sua parte e presentare i piatti creando delle composizioni giocose, in linea con l’atmosfera vacanziera, stuzzica la voglia di mangiare e non trasmette il senso di pesantezza. Mettere sempre in bella vista gli alimenti dalle cromie più vivaci e utilizzare quelli con colori chiari, stimola l’appetito.
10. La cucina è wellness
Preparare i pasti o gli spuntini, da soli o in compagnia, deve essere un piacere per il corpo e per la mente. Dando importanza e particolare attenzione agli alimenti e all’atto del cucinare, porta benessere e fa vivere la cucina e il mangiare come fosse un vero centro benessere. Specie in estate, che si ha molto più tempo, bisogna cimentarsi anche nella preparazione di piatti più particolari e che richiedono più tempo. Particolari, non iperconditi.

domenica 20 giugno 2010

Identificati due circuiti cerebrali coinvolti nell'apprendimento abituale

Spesso facciamo azioni abituali senza pensarci o senza notarle molto.
Per esempio, uno puo' tornare a casa scendendo alla solita fermata del treno mentre sogna a occhi aperti qualcosa di completamente diverso.
Studi precedenti avevano indicato che la struttura piu' grande dei gangli basali, il corpo striato, potrebbe essere importante nell'apprendimento basato sul premio.
Una parte dello striato controlla il movimento ed e' connessa alla corteccia sensomotoria, la quale e' coinvolta nel pianificare ed eseguire funzioni volontarie.
Un altro circuito nello striato controlla il comportamento flessibile ed e' connesso con la corteccia associativa.
Fino a ora, si sapeva poco su come questi due circuiti separati contribuissero all'apprendimento di nuovi comportamenti.
Di grande interesse lo studio condotto dai ricercatori del Massachussetts Institute of Technology (Mit) negli Stati Uniti pubblicato sulla rivista NEURON.
I ricercatori hanno registrato l'attivita' dei due circuiti striatali dei topi che imparavano la strada per raggiungere un nascondiglio contenente un premio al sapore di cioccolato in un labirinto.
Per raggiungere il premio, i topi dovevano scoprire il significato di suggerimenti sonori e tattili forniti a un incrocio a T nel labirinto.
I topi hanno provato fino a che il percorso non e' diventato un'abitudine.
Man mano che i topi miglioravano, i circuiti mostravano schemi di attivita' distinti che si evolvevano durante il processo di apprendimento.
Uno di essi diventava piu' attivo quando i topi dovevano fare determinate azioni (per esempio partire, fermarsi o girare) e diventava piu' forte man mano che imparavano la routine. L'altro diventava molto attivo quando il topo doveva decidere in che direzione girare, ma man mano che il ratto imparava il percorso, il segnale si indeboliva.
Sembra quindi che i due circuiti basali ganglionici lavorino in parallelo in una specie di competizione tra i due circuiti fino al momento in cui il comportamento imparato diventa un abitudine.
Questi circuiti cerebrali sono colpiti dal morbo di Parkinson, dall'abuso di sostanze e in molti disturbi psichiatrici.
Se riusciamo a imparare come indirizzare la competizione in una direzione o nell'altra, potremmo contribuire ad apportare nuovi punti di interesse nelle terapie esistenti e magari aiutare lo sviluppo di nuove terapie.

venerdì 11 giugno 2010

EMOZIONI E SALUTE


Le emozioni sono una potente forza motivazionale e spesso sono anche la causa prima dei disturbi avvertiti nel corpo.
Per queste ragioni nella raccolta dei dati anamnestici, durante la prima visita, il medico esperto di medicina cinese indaga sull'esistenza nella vita del paziente di stati d'animo quali: frustrazione, alti e bassi d’umore, collera, inquietudine, irascibilità, tristezza, paura.
A prima vista ciò può apparire strano o irrilevante o persino indelicato al paziente.

In Medicina Cinese si indaga sullo stato emozionale sia a scopo diagnostico che prognostico. Infatti nel sistema degli Organi e Visceri le emozioni sono associate ai cinque organi: ne influenzano il funzionamento e sono, a loro volta, influenzate dalla salute dell’organo stesso in un rapporto di reciprocità.Le emozioni connesse con i cinque organi sono

la collera con il Fegato
la paura con il Rene
la preoccupazione con la Milza
la tristezza con i Polmoni
la gioia con il Cuore

Queste emozioni posso danneggiare l'organo con cui sono associati quando esse sono molto intense e se perdurano nel tempo.
La collera può indurre ristagno nella circolazione dell'energia del Fegato.
La paura può indebolire sia la componente yang che yin dell'energia del Rene.
La preoccupazione (per altri il rimuginare) indebolisce l'attività funzionale della Milza che presiede alla digestione.
La tristezza indebolisce l'attività dei Polmoni che governano la respirazione e la distribuzione dell'energia in tutto il corpo.
La gioia, se in eccesso, diviene eccittamento e disturba le funzioni circolatorie cui presiede il Cuore

Le emozioni fluiscono liberamente e rimangono equilibrate se la mente è quieta.
La pratica del qi gong e della meditazione sono di grande aiuto nel creare uno stato di generale rilassamento e la calma del Cuore.

Nell'ambito del programma di Educazione alla salute impara - attraverso sessioni individuali - ad alimentarti in modo approriato e a far fluire le tue emozioni, attraverso il qigong e la meditazione.

Telefona al 3386009743 o scrivi a u.torti@medicinaintegrale.it
per fissare un incontro gratuito e capire come la medicina Cinese ti può aiutare.

lunedì 31 maggio 2010

MANTENERSI IN FORMA FISICA E MENTALE PEDALANDO

ANDARE IN BICICLETTA permette di migliorare tonificandola la muscolatura di tutto il corpo.
Spesso si crede che andando in bici a lavorare siano solo i muscoli delle gambe, in realtà, lavorano anche addominali, deltoide, trapezio, gran dorsale, gran pettorale,tricipite, bicipite, estensori del polso e delle dita.
Chiaramente lavorano molto cosce, polpacci e glutei ma, anche i muscoli di braccia e schiena sono coinvolti.
Fondamentale, infatti, è regolare la sella in modo che la gamba sia quasi tesa e il tallone poggi sul pedale.
Il manubrio deve essere fissato o utilizzato tenendo la colonna vertebrale in posizione di scarico, come se si stesse camminando a quattro zampe, ossia, leggermente piegati in avanti.
Nelle articolazioni sono protette le cartilagini grazie al movimento rotatorio di quest’attività e si evitano il sovraccarico del peso su ginocchia e colonna che si ha nella corsa.
Inoltre, la bici è ideale per bruciare i grassi essendo un’attività aerobica regolare e a bassa intensità, aiuta a controllare la glicemia, colesterolo e trigliceridi.
Si ha un consumo energetico pari o superiore al nuoto e svolta regolarmente tale attività abitua l’organismo a bruciare i grassi risparmiando gli zuccheri, ciò non solo fa perdere peso ma, rimodella il corpo in modo duraturo e funzionale.
Il ciclismo inoltre, aiuta l’apparato cardiocircolatorio aumentando in modo armonico e lieve le dimensioni del cuore, aiutando a far diminuire la pressione arteriosa soprattutto della minima.
Inoltre, migliora l’umore come accade per tutti gli sport grazie al rilascio di endorfine.
La cyclette ha gli stessi effetti protettivi a livello cardiovascolare e le gambe lavorano allo stesso modo, tuttavia, lo sforzo e il consumo calorico sono differenti mancando l’attrito con l’aria.
Lo spinning sovraccaricando ginocchia e colonna, poiché praticato in piedi, non è adatto a tutti.
Buona regola : mangiare 2 o 3 ore prima di andare in bici e bere ogni 15 o 20 minuti circa un bicchiere d'acqua per reintegrare i liquidi e i sali minerali.

lunedì 24 maggio 2010

REGOLE IGIENICHE PER LA SALUTE

La popolazione cinese ricorre - o almeno così accadeva in passato - alle cure mediche solo quando falliscono i rimedi casalinghi, intesi come pratiche igieniche quotidiane. L'incoraggiamento a questo comportamento viene dai medici stessi.
Sun Simiao (582-682) nel suo "Importanti ricette dai mille pezzi d'oro" (Qianjin yao fang) ha scritto:
"Il medico deve conoscere a fondo la causa delle malattie. Sulla base di questa conoscenza, assegna una prima cura che è di ordine dietetico e, solo se questa risulta inefficace, prescrive le medicine".
Nel Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo (Huangdi Nei jing Lingshu Suwen), testo di epoca Han (500 a. C.) si legge:
"I medici saggi non trattano le persone già ammalate, ma istruiscono quelle sane su cosa fare per non ammalarsi. Somministrare medicine per curare malattie già conclamate è comparabile al comportamento di coloro che si mettono a scavare un pozzo dopo che gli è venuta sete o a quello di coloro che forgiano le armi quando la guerra è già stata dichiarata. Non è un pò tardi?".

Confuciani e Taoisti hanno, in modo diverso, contribuito allo sviluppo dell'igiene e della medicina preventiva in Cina; gli uni e gli altri, infatti, hanno dato grande importanza alla conservazione della salute.
Ecco uno degli insegnamenti di Confucio:
"Non devi recare danno al tuo corpo, neanche ai capelli o alla pelle, perché li hai ricevuti in dono da tuo padre e da tua madre".
Il rispetto per il corpo viene tuttora considerato un dovere filiale, per cui qualunque danno venga arrecato, deliberatamente o per mancanza di attenzione, è considerato un atto grave e non scusabile.

Dal canto loro, i Taoisti, filosofi della natura, enfatizzarono l'importanza di conoscere e di imitare l'ordine naturale; l'armonizzazione tra l'uomo e l'universo, essi sostenevano, è il segreto per vivere sani e godere di una lunga vita.
Per raggiungere questo fine, il taoista si assoggettava a pratiche quotidiane, utilizzando tecniche respiratorie e ginniche, elioterapiche, sessuali, dietetiche, farmaceutiche e alchemiche, considerate capaci di preservare e accrescere l'energia vitale all'interno dell’essere umano.
Arrivarono a preparare elisir di lunga vita, ricorrendo a sostanze minerali (mercurio, oro, piombo), e ad assumere rimedi medicinali (ginseng, corna di cervo giovane) e tessuti animali (organi genitali e cervello di animali per terapie d’organo, urine di bambini ad alto contenuto di ormoni).

Da queste procedure, talora anche ingenue o addirittura pericolose, nel tempo derivò:
  • lo sviluppo di una migliore conoscenza delle droghe naturali;
  • l'evoluzione delle tecniche respiratorie e della ginnastica energetica - nota oggi con il nome di qigong;
  • le arti marziali ;
  • il massaggio;
  • la strutturazione della dietetica preventiva e terapeutica;
  • sviluppo della medicina stessa.


Un altro importante fattore nella genesi di questa cultura della conservazione della salute fu l'interesse nutrito dagli antichi Imperatori (dinastia Zhou, 722 - a.C.) per il benessere della popolazione.

L'Imperatore veniva allora considerato anche per la sua funzione di intermediario tra il volere del Cielo e la popolazione; se la gente godeva di buona salute, le messi erano abbondanti e regnava la pace, tutto ciò veniva interpretato come segno di gradimento, da parte del Cielo, dell'operato dell'Imperatore.

Lo stato di salute del paese aveva importanti implicazioni sulla stabilità e la legittimazione delle dinastie; questo portò alla creazione di dipartimenti di salute pubblica, alla fondazione di scuole mediche, con regolamentazione degli esami e allo sviluppo di assistenza governativa ai disabili.

lunedì 17 maggio 2010

APPRENDIMENTO E CONDIZIONAMENTO

Ai bambini viene spesso detto che certe forme di comportamento sono « cattive », « indecenti », o « dannose », senza spiegarne la ragione.
Questo fatto genera spesso risposte negative, che potranno condizionarsi al punto da ricomparire per tutta la vita.
Considerate il caso di una madre con un eccessivo senso di protezione nei confronti del figlio che desideri porgli certe limitazioni di comportamento.
Potrà avergli insegnato che è « male » allontanarsi dal cortile, che è « indecente » mostrare interesse per le funzioni corporali, che è « peccato » esprimere un forte desiderio e che è « dannoso » bere caffè.
Se tale condizionamento avverrà con una certa intensità cagionerà nel bambino, anche nella vita futura, sensazioni di ansia e di colpa ogni qualvolta si esporrà a stimoli simili.
Divenuto adulto, potrà provare un senso di colpa se deve allontanarsi da casa per fare un viaggio, sentirsi a disagio in situazioni che riguardano l'igiene personale, sentirsi colpevole ogni qualvolta acquisterà un oggetto di lusso e soffrire di insonnia dopo aver bevuto una tazza di caffè.
Le nostre percezioni sono influenzate dagli insegnamenti ricevuti e dalle esperienze fatte nel corso della nostra vita. Esse a loro volta, influiscono sul modo in cui i nostri processi mentali si adattano all'ambiente.
Quando le nostre situazioni ambientali suscitano risposte più negative che positive, diventiamo insoddisfatti della vita.
Questa scontentezza potrà manifestarsi in forme fisiche o emotive o in entrambe in diversa misura.
La nostra « adattabilità » è scarsa.
Dobbiamo cercare dei mezzi per accrescere la frequenza e l'intensità delle nostre soddisfazioni, le nostre risposte positive.
Esistono tre diversi modi per ottenere questo.
  • Cambiare il nostro ambiente, una soluzione che può essere o meno possibile o pratica, o essendolo, non costituire il rimedio idoneo.
  • Tentare di aumentare la nostra adattabilità.
  • Provare ad alterare le nostre percezioni.

Modificare il nostro schema di credenze è possibile attraverso un lavoro di de-programmazione e riprogrammazione, l'unica difficoltà è volerlo veramente e permettersi di sperimentare un altro modo di essere nel mondo.

domenica 16 maggio 2010

GUIDA ALLE PIANTE AMICHE DELLA NOSTRA SALUTE

Un archivio con le schede della fitoterapia.
Di facile consultazione, raccoglie le indicazioni sugli usi delle erbe più comuni.

giovedì 13 maggio 2010

INTUIZIONE: QUANDO IL LOBO FRONTALE SI ACCENDE


Uno studio pubblicato sulla rivista Neuron ha dimostrato che i neuroni associati alla risoluzione dei problemi cambiano improvvisamente quando si ha la comprensione della strategia da seguire.
L'abilita' degli animali e degli uomini di abbandonare vecchie strategie di comportamento in favore di nuove piu' vantaggiose dipende dal lobo frontale.
Lo studio ha esaminato come i i gruppi di neuroni nel lobo frontale delle cavie passano da una regola conosciuta a una completamente nuova attraverso tentativi ed errori.
Usando tecniche statistiche per studiare gli insiemi di neuroni durante il processo di apprendimento dei topi, i ricercatori hanno scoperto che e' sempre lo stesso pacchetto di cellule cerebrali che passa dalla vecchia alla nuova regola.
Anche se sono necessari diversi tentativi per apprendere la nuova strategia, l'intuizione viene codificata non con un cambiamento graduale dei segnali dei neuroni, ma con una transizione improvvisa che corrisponde al cambiamento di comportamento subito dopo che l'idea ha illuminato il cervello.
Ecco osservabile a livello celebrale uno shift quantistico
Consigliamo per approfondimenti: